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Dossier del Gris II serie, n. 4 Marzo 2005 pag.3
sicuro fondamento storico, giacché gli Evangelisti si preoccuparono di delinearlo raccogliendo testimonianze affidabili (cf Lc 1,3) e lavorando su documenti sottoposti al vigile discernimento ecclesiale. Fu sulla base di queste testimonianze della prima ora che essi, sotto l'azione illuminante dello Spirito Santo, appresero il dato umanamente sconcertante della nascita verginale di Gesù da Maria, sposa di Giuseppe. Da chi lo aveva conosciuto durante i circa trent'anni da lui trascorsi a Nazareth (cf Lc 3,23), raccolsero i dati sulla sua vita di « figlio del carpentiere » (Mt 13,55) e «carpentiere» egli stesso, ben collocato nel quadro della sua parentela (cfMc6,3). Ne registrarono la religiosità, che lo spingeva a recarsi con i suoi in pellegrinaggio annuale al tempio di Gerusalemme (cf Lc 2,41) e soprattutto lo rendeva abituale frequentatore della sinagoga della sua città (cf Lc 4,16).
Le notizie si fanno poi più ampie, pur senza essere un resoconto organico e dettagliato, per il periodo del ministeropubblico, a partire dal momento in cui il giovane

Galileo si fa battezzare da Giovanni Battista al Giordano, e forte della testimonianza dall'alto, con la consapevolezza di essere il « figlio prediletto » (Lc 3,22), inizia la sua predicazione dell'avvento del Regno di Dio, illustrandone le esigenze e la potenza attraverso parole e segni di grazia e misericordia. I Vangeli ce lo presentano così in cammino per città e villaggi, accompagnato da dodici Apostoli da lui scelti (cf Mc 3,13-19), da un gruppo di donne che li assistono (cf Lc 8,2-3), da folle che lo cercano o lo seguono, da malati che ne invocano la potenza guaritrice, da interlocutori che ne ascoltano, con vario profitto, le parole.
La narrazione dei Vangeli converge poi nel mostrare la crescente tensione che si verifica tra Gesù e i gruppi emergenti della società religiosa del suo tempo,fino alla crisi finale, che ha il suo drammatico epilogo sul Golgota. E' l'ora delle tenebre, a cui segue una nuova, radiosa e definitiva aurora. I racconti evangelici si chiudono infatti mostrando il Nazareno vittorioso sulla morte, ne additano la tomba vuota e lo seguono nel ciclo delle apparizioni, nelle quali i discepoli, prima perplessi e attoniti, poi colmi di indicibile gioia, lo sperimentano vivente e radioso, e da lui ricevono il dono dello Spirito (cf Gv20,22) e il mandato di annunciare il Vangelo a « tutte le nazioni » (Mt 28,19).


Il Cristianesimo è un fatto accaduto


Fin dagli inizi chi si diceva cristiano e chi proponeva il cristianesimo ad altri, ha sentito il bisogno psicologico e pedagogico insieme di racchiudere tutta la proposta che stava sperimentando in brevi formule, in riassunti sintetici.
Analizzando queste sintesi restiamo subito colpiti da una caratteristica. Esse non espongono una dottrina; non propongono una norma: narrano un fatto. Il fatto seguente: Gesù di Nazareth, morto crocefisso, è risorto; ad una stessa persona dunque si attribuiscono due fatti; dello stesso soggetto si narrano due episodi: è morto – è risorto. È lo stesso e identico individuo che posto in un sepolcro è risuscitato. Per cui l'identità del soggetto è di decisiva importanza.
La pretesa cristiana è sfida per il mondo, convinta di poter presentare e consegnare alla cultura contemporanea il vero volto di Gesù Cristo.
Le caratteristiche da tener presente nell'incontro col Cristo autentico vanno ricercate nel suo fondamento scritturistico e all'interno della tradizione viva della comunità dei credenti in lui.' Si impone l'esigenza di scegliere il Cristo biblico-ecclesiale, come sostiene Mons. Angelo Amato, che implica la presenza di quattro contenuti sistematici per delineare con completezza il vero volto del Cristo conosciuto dai cristiani; il primo costituisce il polo biblico, come fonte della riflessione cristologica. Il secondo mette in evidenza la continuità esistente tra il dato biblico e l'approfondimento ecclesiale del mistero di Cristo. Il terzo mira a sottolineare come la salvezza offerta da Gesù Cristo si sia manifestata e realizzata in modo unico e definitivo nella sua Persona. Solo in lui l'umanità, la storia e il cosmo trovano il significato definitivamente positivo. Il quarto contenuto verte sulla rilevanza salvifica del mistero di Cristo per noi oggi.
Gesù Cristo, personaggio storico, è parte integrante della storia dell'umanità dinanzi ad ogni tentativo riduzionistico che lo

 

 

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