Se osserviamo le Chiese dell'Africa e dell'America
Latina, vediamo che hanno moltissime esperienze in comune. Stanno
infatti attraversando fasi simili di crescita e sviluppando, indipendentemente
l'una dall'altra, visioni del mondo, sociali e teologiche, simili.
Entrambe si trovano inoltre ad affrontare problemi analoghi, di
razza, di acculturazione, di come confrontarsi con le rispettive
eredità coloniali.
Data la vivace attività di studio e la fiorente spiritualità
che caratterizzano sia l'Africa che l'America Latina, inevitabilmente
ci sarà un periodo di reciproca scoperta. Il Cristianesimo
del Sud, la «Terza Chiesa », come viene definita da
Jenkins, non è solo una versione trapiantata della familiare
religione dei più antichi Stati cristiani: il nuovo cristianesimo
non è un'immagine speculare di quello vecchio. È
un'entità autenticamente nuova e in fase di sviluppo.
I cristiani africani e latinoamericani sono persone per cui le
beatitudini del
Sermone della Montagna del Nuovo Testamento hanno una rilevanza
diretta. La grande maggioranza dei cristiani del Sud ( e in misura
maggiore, di tutti i cristiani) sono davvero poveri, affamati,
perseguitati, e perfino privati della dignità umana. L'India
ha una tradizione che si
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adatta perfettamente alla parola di Gesù:
il termine dalit, che letteralmente significa « schiacciati
» o « oppressi ». È così che i
cosiddetti intoccabili di quel Paese ora hanno deciso di descriversi;
il significato della frase biblica potrebbe ben essere tradotto
così: siano beati gli intoccabili.
Quando i cristiani americani vedono le immagini della fame africana,
come gli infernali scenari dell'Etiopia degli anni Ottanta, sono
davvero in pochi a rendersi conto del fatto che le vittime non
sono accomunate a loro solo da un senso di comune umanità,
ma in molti casi dalla stessa religione. Sono cristiani che muoiono
di fame.
Per il pubblico cristiano medio, i passaggi del Nuovo Testamento
che parlano della fermezza da adottare di fronte
alle persecuzioni pagane hanno scarsa rilevanza immediata, forse
quanto le immagini di trebbiatura o mietitura in uno scenario
campestre. Alcuni cristiani fondamentalisti immaginano che le
persecuzioni descritte abbiano qualche probabilità di verificarsi
nel futuro, magari durante i giorni della fine del mondo. Ma per
milioni di cristiani del Sud, non c'è questo bisogno di
scavare alla ricerca di arcani significati. Milioni di cristiani
nel mondo vivono di fatto in costante pericolo di persecuzione
o conversione forzata da parte dei governi odi qualche milizia
locale. Considerare il Cristianesimo come un fenomeno planetario,
non solo Occidentale, rende impossibile leggere il Nuovo Testamento
allo stesso modo una seconda volta.
Il Cristianesimo si sta diffondendo in modo sorprendente tra i
poveri e i perseguitati, mentre sembra atrofizzarsi tra i ricchi
e gli agiati. Usando la tradizionale visione marxista della religione
come oppio dei popoli, si incorrerebbe nella tentazione di trarre
la conclusione che la religione sia in collegamento con il sottosviluppo
e i sistemi culturali premoderni, e che è destinata a scomparire
con il progredire della società.
Questa conclusione sarebbe tuttavia superficiale, perché
certi tipi di Cristianesimo pieni di entusiasmo si stanno affermando
tra i professionisti e i gruppi che hanno un orientamento altamente
tecnologico, in particolare intorno all'area del Pacifico e negli
Stati Uniti. Senza dubbio cristianesimo può affermarsi
anche in altri contesti, anche dove c'è pace e prosperità,
ma forse lì la sua affermazione diventa più difficile,
come è difficile, ammonisce il Vangelo, passare attraverso
la cruna di un ago.
L'essenza del cristianesimo per
i cristiani del XXI secolo
L'essenza del cristianesimo ha costituito a lungo un tema ricorrente
nella riflessione di fede dei credenti. Molti hanno affrontato
il tema dal punto di vista dottrinale, cercando cioè di
dire qual è l'essenza della dottrina cristiana; ma il tema
può essere esaminato anche dal punto di vista esistenziale,
tentando di dire qual è l'essenza della vita cristiana,
sia nella dimensione individuale sia in quella comunitaria e sociale.
Tali punti di vista - quello dottrinale e quello esistenziale
- sono
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