di Stefano Zurlo
Tom Cruise e la moglie infastiditi dalle critiche di un reporter della
Fox. Si rivolgono al magnate e di colpo il cronista perde il posto
Milano La sua testa sarebbe stata servita su un piatto d’argento a
Tom Cruise e John Travolta. Rupert Murdoch doveva scegliere fra due interessi
che fanno a pugni: la libertà dei suoi giornalisti, la voglia di
scritturare due big di Hollywood come Travolta e Cruise. Il problema, non
proprio da poco, è che i due appartengono alla potentissima Chiesa
di Scientology e Roger Friedman, autorevolissimo opinionista dell’americana
Fox News, aveva scritto critiche affilatissime contro l’impero di
Scientology.
Forse Friedman pensava che, nello scontro fra colossi, il gruppo Murdoch
avrebbe resistito alle pressioni di Scientology. In fondo, lo Squalo, come
è stato affettuosamente ribattezzato, controlla giornali e tv da
un capo all’altro del mondo, dal Times di Londra al Wall Street Journal,
la bibbia del capitalismo a stelle e strisce, senza contare le tv come Fox
e Sky e la provincia cinematografica della 20th Century Fox. I suoi domini
sono come quelli di Carlo V su cui non tramontava mai il sole. Ma questa
volta, secondo le accuse lanciate da Friedman, il Tycoon ha deciso: il business
vale più del rispetto per il quarto potere. C’è un progetto
targato Murdoch per far lavorare ad Hollywood Travolta e Cruise. Ma di mezzo
c’erano le parole scandite in tv e quelle ancor più pungenti
scritte per il blog 411, letto da qualcosa come 50 milioni di persone. Un
pezzo vitale dell’opinione pubblica americana.
Così Friedman in aprile è stato licenziato con un pretesto
che secondo il suo avvocato, Martin Garbus, non sta in piedi: avrebbe incitato
la sterminata platea dei suoi lettori a scaricare illegalmente un film della
20th Century Fox. Insomma, avrebbe dato lezioni di pirateria e per questo
la sua testa sarebbe stata tagliata col licenziamento. Quella del Battista,
che ammoniva il tiranno senza nascondersi dietro frasi ambigue o peggio
servili, fu offerta ad Erodiade, quella di Friedman alle star che naturalmente
negano qualunque responsabilità. Ma i giornali americani, che hanno
intercettato questa vicenda, fanno notare che proprio al momento del licenziamento
di Friedman era in corso una trattativa fra la Fox e Cruise per coinvolgerlo
in una commedia romantica, Wichita, al fianco della splendente Cameron Diaz.
Finché dalla scintilla è partito un incendio. Ad accenderlo
una donna, Kelly Preston, moglie di Travolta e come il marito fervente adepta
di Scientology. Partecipava al funerale di un amico: l’attore e cantante
soul Isaac Hayes. Solo che Hayes era in buoni rapporti anche con Friedman.
Neanche il tempo di scontrarsi e i due se le sono dette di tutti i colori.
Lei gli avrebbe gridato anche: «Sei un bigotto». Poi si sarebbe
data da fare per far licenziare il giornalista senza paura. E sarebbe arrivata
ad organizzare addirittura un incontro fra i responsabili della comunicazione
di Scientology e alcuni pezzi grossi di Fox. In questo clima, Murdoch avrebbe
abbandonato l’opinionista al suo destino.
Murdoch, si sa, è uno che va al sodo e quando prende di mira qualcuno
non ce n’è per nessuno. Recentemente alcuni suoi giornali hanno
scatenato una campagna durissima contro Silvio Berlusconi e più d’uno
ha messo in relazione questo attacco al premier italiano con la guerra durissima
che Sky sta combattendo contro Mediaset sulla frontiera del digitale terrestre.
I giornalisti del quotidiano di Londra rispondono con una risata: Murdoch
non si è mai sognato di dettare o anche solo di influenzare la linea
politica. Ma i sospetti restano.
Così come la rabbia di Friedman per essere stato scaricato come un
ferro vecchio. Oltretutto l’accusa di apologia della pirateria fa
acqua per la più banale delle ragioni: l’articolo scritto da
Friedman per 411 era stato letto e approvato da ben quattro superiori. «È
vergognoso - rimarca Garbus - che Murdoch abbia preso una decisione del
genere quando il pezzo di Friedman era stato giudicato da tutti molto buono».
Altro che pirateria. «Del resto - insiste Friedman - ho visto di persona
come Scientology intimidisce anche i media più potenti».
Insomma, l’imperatore dei media rischia di rimanere impigliato in
una vicenda che forse, dal suo ufficio con vista sul mondo intero, aveva
sottovalutato. Friedman non è rimasto con le mani in mano e il taccuino
in tasca. Ha rapidamente trovato un’altra collocazione e ora firma
per The Hollywood Reporter. Non solo: in un’intervista concessa al
New York Daily News, è andato giù pesante e ha spiegato che
la versione ufficiale della sua cacciata è stata confezionata per
occultare la verità. Martin Singer, il legale di Kelly Preston, prova
a capovolgere la morale della storia: le parole di Friedman sono «assurde
e ridicole». In pratica, fra il Golia dei media e il Davide che ha
sostituito la fionda con la penna, lui sta dalla parte di Golia. Fox News
tace e la causa intentata da Friedman contro chi gli ha dato il benservito
tiene Manhattan col fiato sospeso. Certo, lo Squalo non cambierà
la sua rotta, ma per una volta, ad essere azzannato, potrebbe essere proprio
lui.