|
|
| |
|
|
|
«VANGELO DI GIUDA»: LOSCHI
RETROSCENA, NATURALMENTE
|
| |
|
MAURIZIO
BLONDET
|
|
|
|
|
 |
«Non
succede tutti i giorni
di scoprire un vangelo perduto», esulta Terry
Garcia, vicepresidente della National Geographic Society.
E' il cosiddetto «Vangelo di Giuda» annunciato con gran clamore
qualche giorno fa; la copia copta di un testo greco del secondo
secolo, di cui già parlava sant'Ireneo di Lione.
Ma ora, dalle interviste che rilascia Terry Garcia, appaiono
chiare due cose.
Primo: la National Geographic promuove il suo non come uno
dei tanti vangeli gnostici, bensì come un autentico
«vangelo
perduto», che «cambierà la storia del cristianesimo», scritto
o dettato da Giuda Iscariota in persona. |
| Esperti al lavoro sui resti del «Vangelo di Giuda» |
Secondo: che
dalla sua «scoperta», la potente National Geographic conta
di ricavare un sacco di denaro, grazie ad una campagna di
marketing mondiale che comprende una mostra del manoscritto,
il numero di maggio della rivista National Geographic tutto
dedicato al «vangelo perduto», un documentario televisivo
e ben due libri.
Tutto nella speranza di cavalcare la voga dei libri di fanta-religione
provocata dal «Codice da Vinci» di Dan Brown.
La famosa società geografica deve per forza guadagnare.
Anche per recuperare il milione di dollari, almeno, che ha
pagato per lo «sfruttamento» dell'opera alla Maecenas Foundation. |
Che
cos'è la Maecenas Foundation?
E' una fondazione svizzera che si occupa di arte antica e
antiquariato.
L'ha fondata l'avvocato elvetico Mario Roberty, che è anche
il legale della scopritrice del «vangelo»: una signora di
Ginevra che si chiama Frieda Tchacos Nussberger.
La signora, 65 anni, ama presentarsi come un'antiquaria e
quasi una mistica.
«Sono stata scelta da Giuda per riabilitarlo», dichiara
ispirata in uno dei libri che la National Geographic sta per
far uscire, «Il vangelo perduto» di Herbert Krosney: «ho
salvato qualcosa di grande per l'umanità».
Ma ora, la corrispondente del New York Times a Roma (1)
ha scoperto un lato meno mistico della signora: nel 2001 la
Nussberger è stata arrestata a Cipro, su richiesta della polizia
italiana, per aver portato via di nascosto dall'Italia delle
antichità ed averle vendute ad ignoti.
E' stata anche condannata, se pure (come accade in Italia)
con pena sospesa.
Le sfortune della signora con la giustizia italiana non sono
in relazione con il vangelo di Giuda.
Ma la vicenda mette la signora nella luce della trafficante,
attiva nel discutibile mondo dei trafugatori e contrabbandieri
d'arte.
Secondo la storia da Indiana Jones che la National Geographic
sta raccontando, e che pubblicherà nel numero di maggio, il
manoscritto copto del vangelo di Giuda sarebbe stato trovato
da contadini egiziani nei lontani anni '70, e da questi rivenduto
a un ignoto mediatore. |
Non
è chiaro come il documento sia stato esportato dall'Egitto,
dettaglio su cui la rivista USA sorvola; ma risulta che sia
passato di mano in mano nel sottobosco oscuro dei traffici
clandestini di materiale archeologico, comprato e venduto
più volte in Europa e infine negli Stati Uniti.
Le troppe mani lo hanno rovinato.
«L'opera è stata maneggiata per anni da gente preoccupata,
più che di proteggerla, di far denaro», accusa Jane Waldbaum,
presidente dell'Archaeological Institute of America.
Come è venuta in possesso del manoscritto Frieda Tchacos Nussberger?
Lei racconta di averlo comprato nel 2000, per 300 mila dollari,
da un altro anonimo «mediatore» che lo teneva in una cassetta
di sicurezza ad Hicksville, sobborgo di New York.
Subito dopo, la signora svizzera tenta di rivendere il testo
alla biblioteca Beincecke, dell'Università di Yale.
L'affare non va in porto.
Perché?
«C'erano problemi non risolti sulla provenienza»
del reperto, fa sapere il curatore della biblioteca di Yale,
Robert Babcock: in altre parole, il manoscritto non era accompagnato
dalla documentazione, obbligatoria per le opere archeologiche,
che ne attesta la regolare esportazione e proprietà.
Nel 2001, la Nussberger riesce a vendere il «Vangelo di Giuda»
ad un altro anonimo «mediatore d'antiquariato» dell'Ohio.
La cifra è grossa: 2,5 milioni di dollari. |
Così
grossa, che il mediatore non riesce a completare i pagamenti.
Sicchè la Nussberger torna in possesso del codice manoscritto,
ma - udite udite - non intero.
Il mediatore dell'Ohio si tiene diverse pagine del testo,
perché quelle le ha pagate.
Dunque il prezioso manoscritto che la National Geographic
presenta come il «vangelo scomparso che cambierà il cristianesimo»
è un testo monco, fatto a pezzi da trafficanti di pochi scrupoli.
Ma non è finita.
Per recuperare il manoscritto copto, la Nussberger si era
rivolta ad un avvocato esperto del settore, appunto Mario
Roberty.
Costui consiglia di conferire la proprietà del documento alla
Maecenas Foundation, fondazione «culturale» che, guarda caso,
ha fondato lui.
E' come mettere un pezzo patrimoniale di valore, la cui proprietà
non può essere dimostrata dal possessore, in capo a una società
anonima.
Nel contratto di conferimento, alla Nussberger viene riconosciuto
il diritto di ricevere compensi «per i redditi generati» dal
«Vangelo di Giuda».
Evidentemente, l'avvocato e la signora già pensavano allo
«sfruttamento» dell'opera.
Infatti bussano alla National Geographic, che abbocca: la
potente società americana paga un milione di dollari alla
Maecenas Foundation, e non già per acquistare il manoscritto,
ma solo per poter utilizzare il suo contenuto. |
Più
una percentuale sui profitti editoriali alla Nussberger.
La quale guadagnerà, alla fine, almeno due milioni di dollari:
quasi quello che voleva dal «mediatore dell'Ohio», detratto
il prezzo delle pagine strappate e rimaste al suddetto «mediatore».
L'avvocato Roberty intanto assicura che la sua Fondazione
non solo ha «la chiara titolarità legale» del documento, ma
anche che lo consegnerà quanto prima alle autorità dell'Egitto.
Dopotutto, giura, la sua Fondazione si occupa proprio di recuperare
opere inestimabili dal mercato nero, per restituirle ai Paesi
d'origine: per questo si chiama «Mecenate».
Disinteressato, generoso amore dell'arte e del diritto.
Insomma, tutta la faccenda puzza: di deliberato inganno da
parte della National Geographic, che presente il «Vangelo
di Giuda» come scritto da Giuda, e il traditore come il discepolo
prediletto da Gesù; ma la faccenda puzza anche di furto, trafugamento
e denaro.
Com'è inevitabile, quando si evoca Giuda.
Solo che stavolta, non si tratta di trenta modesti sicli d'argento.
Maurizio Blondet |
|
Note
1)
Elisabetta Povoledo, «Another Judas mistery: a looted
gospel?», New York Times, 14 aprile 2006.
Copyright © - EFFEDIEFFE - all rights reserved.
Dal sito www.effedieffe.com
|
|
|
|
|
|
|
|
|