Questa rivelazione è
espressa in un libro, o un insieme di scritti che costituiscono
il "Libro Sacro", le Sacre Scritture. Il Cristianesimo
ha pertanto fatto suo il Libro Sacro dell'ebraismo, aggiungendo
alla rivelazione in esso contenuta la propria, che di quella
è il perfezionamento e per certi versi il superamento;
va aggiunto che il Cristianesimo implica la fede nella rivelazione
che il suo Fondatore ha trasmesso all'umanità intera,
di qui il carattere universale implicito nel fatto che la
religione dell'unico Dio si afferma anche come l'unica vera;
storica, dicevamo, in quanto esso sorge sul tronco di una
religione esistente, anch'essa monoteista, rivelata e fondata;
ha un fondatore esistito realmente.
Asserendo il carattere storico, si intende affermare, inoltre,
che il Cristianesimo è stato ed è un fattore
determinante di civiltà, non solo, ovviamente europea
e occidentale. La sua apparizione ha costituito il momento
centrale della storia umana. Per tutti coloro che si proclamano
cristiani, con Gesù Cristo ha avuto realmente inizio
una nuova epoca della storia umana, nei rapporti del genere
umano con Dio. Il Cristianesimo ha sempre presente,come oggetto
essenziale della sua fede e modello da amare ed imitare Gesù
e i suoi immediati discepoli, gli Apostoli.Nel contempo, elemento
essenziale della fede cristiana è anche il guardare
e tendere verso l'avvenire, questo in comune anche con altre
religioni, anch'esse rivelate, in quanto la predizione, che
genera l'attesa, che implica la fede e la speranza, è
l'oggetto della stessa rivelazione. Un'attesa che riguarda
tanto la comunità intera dei credenti che ciascuno
di essi, quindi si distingue una escatologia (dal greco tà
éskhata,"le ultime cose") collettiva ed una
individuale, personale. Intimamente collegato con questo aspetto
è quello per cui il cristianesimo è definito
anche una religione soteriolog ica (dal greco soteria, "salvezza")
in quanto oggetto di fede è la vicenda storica del
suo Fondatore, alla cui rivelazione, insegnamenti e opere
il credente riconosce di dovere la possibilità di raggiungere
la salvezza intesa in modo individuale come "salvezza
dell'anima e del corpo" e in senso collettivo, come partecipe
della comunità dei credenti espressa col termine di
"popolo di Dio".
La comunità credente, vale a dire la Chiesa, distinta
da ogni altro organismo sociale, implica una serie di rapporti
tra i suoi membri, come pure come "corpo mistico"
in rapporto al suo capo che è il Cristo, Figlio di
Dio.
Nel Cristianesimo inoltre è molto sentito, come
la storia stessaha dimostrato, la questione delle relazioni
tra la società religiosa, la Chiesa, e quella civile,
lo Stato che ha indubbiamente risonanza nella coscienza
dei singoli.
Cenni storici
Il Cristianesimo nasce, dunque, duemila anni fa nella terra
di Israele in seguito alla predicazione dell'ebreo Gesù
di Nazareth. Predicatore itinerante, Gesù raccoglie
attorno a sé un movimento composto dai più
diversi strati della popolazione ebraica con un nucleo di
discepoli più ristretto. Gesù proclama l'avvento
del regno di Dio e cioè di un mondo in cui si deve
realizzare la volontà di Dio, l'amore tra tutti gli
uomini e il rispetto della giustizia. In attesa di instaurare
il suo regno, Dio concede il perdono a tutti i peccatori
che si convertono e che a loro volta perdonano a coloro
che hanno fatto loro del male. Nel giudizio universale finale
Dio punirà tutti i malvagi, ma soprattutto quelli
che hanno oppresso i poveri, commesso ingiustizie e perseguitato
i giusti.