In Italia Chiese Pentecostali sono presenti in tutto il territorio.
Le relazioni con la Chiesa cattolica hanno conosciuto una svolta
positiva in particolare negli ultimi decenni, a motivo di una
maggiore coscienza ed interazione ecumenica maturata in seno alle
Chiese Pentecostali, e al coinvolgimento di Gruppi Carismatici
Italiani.
Molti guardano alla realtà italiana con interesse e speranza,
definendola un "laboratorio di riconciliazione" (Dictionary
of the Pentecostal and Charismatic Movement, 2002).
Rapporti con le altre religioni
Nel vivace dibattito contemporaneo sul rapporto tra il Cristianesimo
e le altre religioni, si fa sempre più strada l'idea che
tutte le religioni siano per i loro seguaci vie ugualmente valide
di salvezza. Si tratta di una persuasione ormai diffusa non solo
in ambienti teologici, ma anche in settori sempre più vasti
dell'opinione pubblica cattolica e non, specialmente quella più
influenzata dall'orientamento culturale oggi prevalente in Occidente,
che si può definire, senza timore di essere smentiti, con
la parola: relativismo. Ne deriva tutta una serie di atteggiamenti
diffusi trai i quali: la convinzione della inafferrabilità
e inesprimibilità completa della verità divina;
l'atteggiamento relativistico nei confronti della verità,
per cui ciò che è vero per alcu ni non lo sarebbe
per altri; la contrapposizione radicale tra mentalità logica
occidentale e mentalità simbolica orientale; il soggettivismo
esasperato di chi considera la ragione come unica fonte di conoscenza;
lo svuotamento metafisico del mistero dell'incarnazione. Tuttavia
è inevitabile che in un mondo che cresce sempre più
assieme, anche le religioni e le culture si incontrino.
Ciò non conduce soltanto ad un avvicinamento esteriore
di uomini di religioni diverse, bensì anche ad una crescita
di interesse verso mondi religiosi sconosciuti. In questo senso,
in funzione della conoscenza reciproca, è legittimo parlare
di arricchimento vicendevole. Ciò però non ha nulla
a che vedere con l'abbandono della pretesa da parte della fede
cristiana di aver ricevuto in dono da Dio in Cristo la rivelazione
definitiva e completa del mistero della salvezza, e anzi si deve
escludere quella mentalità indifferentista improntata ad
un relativismo religioso che porta a ritenere che "una religione
vale l'altra" (Lett. Enc. Redemptoris missio, 36). Il Concilio
Vaticano II ci ricorda che "La Chiesa nulla rigetta di quanto
è vero e santo in queste religioni. Essa considera con
sincero rispetto quei modi di agire e di vivere, quei precetti
e quelle dottrine che, quantunque in molti punti differiscano
da quanto essa stessa crede e propone, tuttavia non raramente
riflettono un raggio di quella verità che illumina tutti
gli uomini" (Nostra Aetate, 2). Tutto ciò che di vero
e buono esiste nelle religioni non deve dunque andare perduto,
anzi va riconosciuto e valorizzato. Il bene e il vero, dovunque
si trovi, proviene dal Padre ed è opera dello Spirito;
i semi del Logos sono sparsi ovunque. Ma non si possono chiudere
gli occhi sugli errori e inganni che sono pure presenti nelle
religioni. Sempre il Concilio afferma che : " Molto spesso
gli uomini, ingannati dal Maligno, vaneggiano nei loro pensamenti,
e hanno scambiato la verità divina con la menzogna, servendo
la creatura piuttosto che il Creatore" (LG, 16).