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Dossier del Gris II serie, n. 4 Marzo 2005 pag. 14
membri del rinnovamento carismatico, in grado di condividere lo stile e l'approccio teologico dei partner in dialogo.
Lo scopo del dialogo non è - almeno per il momento — un'unità visibile e strutturata, ma una reciproca comprensione e rispetto.
La fase attuale di dialogo affronta nuovamente il tema del battesimo nello Spirito, alla luce dei sacramenti dell'iniziazione, un tema fondamentale per la comprensione della comune missione.

In Italia Chiese Pentecostali sono presenti in tutto il territorio. Le relazioni con la Chiesa cattolica hanno conosciuto una svolta positiva in particolare negli ultimi decenni, a motivo di una maggiore coscienza ed interazione ecumenica maturata in seno alle Chiese Pentecostali, e al coinvolgimento di Gruppi Carismatici Italiani.
Molti guardano alla realtà italiana con interesse e speranza, definendola un "laboratorio di riconciliazione" (Dictionary of the Pentecostal and Charismatic Movement, 2002).


Rapporti con le altre religioni

Nel vivace dibattito contemporaneo sul rapporto tra il Cristianesimo e le altre religioni, si fa sempre più strada l'idea che tutte le religioni siano per i loro seguaci vie ugualmente valide di salvezza. Si tratta di una persuasione ormai diffusa non solo in ambienti teologici, ma anche in settori sempre più vasti dell'opinione pubblica cattolica e non, specialmente quella più influenzata dall'orientamento culturale oggi prevalente in Occidente, che si può definire, senza timore di essere smentiti, con la parola: relativismo. Ne deriva tutta una serie di atteggiamenti diffusi trai i quali: la convinzione della inafferrabilità e inesprimibilità completa della verità divina; l'atteggiamento relativistico nei confronti della verità, per cui ciò che è vero per alcu ni non lo sarebbe per altri; la contrapposizione radicale tra mentalità logica occidentale e mentalità simbolica orientale; il soggettivismo esasperato di chi considera la ragione come unica fonte di conoscenza; lo svuotamento metafisico del mistero dell'incarnazione. Tuttavia è inevitabile che in un mondo che cresce sempre più assieme, anche le religioni e le culture si incontrino.
Ciò non conduce soltanto ad un avvicinamento esteriore di uomini di religioni diverse, bensì anche ad una crescita di interesse verso mondi religiosi sconosciuti. In questo senso, in funzione della conoscenza reciproca, è legittimo parlare di arricchimento vicendevole. Ciò però non ha nulla a che vedere con l'abbandono della pretesa da parte della fede cristiana di aver ricevuto in dono da Dio in Cristo la rivelazione definitiva e completa del mistero della salvezza, e anzi si deve escludere quella mentalità indifferentista improntata ad un relativismo religioso che porta a ritenere che "una religione vale l'altra" (Lett. Enc. Redemptoris missio, 36). Il Concilio Vaticano II ci ricorda che "La Chiesa nulla rigetta di quanto è vero e santo in queste religioni. Essa considera con sincero rispetto quei modi di agire e di vivere, quei precetti e quelle dottrine che, quantunque in molti punti differiscano da quanto essa stessa crede e propone, tuttavia non raramente riflettono un raggio di quella verità che illumina tutti gli uomini" (Nostra Aetate, 2). Tutto ciò che di vero e buono esiste nelle religioni non deve dunque andare perduto, anzi va riconosciuto e valorizzato. Il bene e il vero, dovunque si trovi, proviene dal Padre ed è opera dello Spirito; i semi del Logos sono sparsi ovunque. Ma non si possono chiudere gli occhi sugli errori e inganni che sono pure presenti nelle religioni. Sempre il Concilio afferma che : " Molto spesso gli uomini, ingannati dal Maligno, vaneggiano nei loro pensamenti, e hanno scambiato la verità divina con la menzogna, servendo la creatura piuttosto che il Creatore" (LG, 16).

Afferma la dichiarazione "Dominus Jesus": La rivelazione di Cristo continuerà ad essere nella storia «la vera stella di orientamento » dell'umanità intera: « La Verità, che è Cristo, si impone come autorità universale ». Il mistero cristiano, infatti, supera ogni barriera di tempo e di spazio e realizza l'unità della famiglia umana: « Da diversi luoghi e tradizioni tutti sono chiamati in Cristo a partecipare all'unità della famiglia dei figli di Dio. Gesù abbatte i muri di divisione e realizza l'unificazione in modo originale e supremo mediante la partecipazione al suo mistero. Questa unità è talmente profonda che la Chiesa può dire con san Paolo: "Non siete più stranieri né ospiti, ma siete concittadini dei santi e familiari di Dio" (Ef 2,19) ».

In dialogo con l'Ebraismo


La religione con la quale il Cristianesimo ha il più stretto legame è I' Ebraismo perché Gesù era ebreo ed ebrei furono i suoi primi seguaci. Dall'Ebraismo il Cristianesimo trae una parte delle proprie Scritture (l'Antico

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