Il principio dell'unicità di Dio, della bontà della
creazione e dell'amore verso tutti gli uomini porta il Cristianesimo
all'idea dell'uguaglianza tra tutti gli uomini e tra i sessi,
anche se le diverse forme di Cristianesimo nelle diverse epoche
hanno spesso accettato (come del resto le altre religioni monoteiste)
le disuguaglianze sociali, la stratificazione sociale e la subordinazione
della donna.
Lo scopo della vita dell'uomo, secondo il Cristianesimo, è
di partecipare alla vita stessa di Dio. L'uomo non termina il
suo destino con la sua morte naturale; egli è destinato
ad unirsi con Dio dopo la morte in una condizione di felicità
eterna. La possibilità di partecipare alla futura vita
divina è subordinata ad un giudizio di Dio che riassume
tutta l'intera vita di ogni uomo. Il Cristianesimo ha sempre sostenuto
che accanto al premio della felicità eterna sussiste anche
la possibilità di una condanna eterna da parte di Dio.
L'attuale contesto contemporaneo registra tutta una serie di forme
di indifferentismo, di relativismo e di agnosticismo per cui si
ravvisa quanto sia determinante riscoprire e contemplare il vero
volto di Dio rivelato da Gesù, riaffermando con decisione
la verità, vivendo con convinzione la propria identità
e di facendo crescere la dimensione di comunione specifica del
cristianesimo. Dinanzi all'odierno "paesaggio " religioso
è necessario riproporre con urgenza , a nostro avviso,
i seguenti elementi, patrimonio del "deposito" della
fede trasmessi in questi 2000 anni di cristianesimo.
Un solo Gesù Cristo
Gesù, il Cristo, è il Figlio Unigenito di Dio, suo
Verbo, per mezzo del quale tutto è stato fatto (Gv 1,10).
Egli è vero Dio, come espressione del Padre, e vero uomo,
come figlio di Maria. Egli è entrato nella storia una volta
per tutte a Betlemme: "Il Verbo si fece carne e venne ad
abitare in mezzo a noi" (Gv 1,14). Immagine del Dio invisibile,
egli è creatore e Salvatore al contempo; egli sostiene
l'universo nella vita, nel movimento e nell'essere. Egli abita
il cuore dei fedeli per mezzo del suo Spirito. In Lui, noi percepiamo
l'umanità e l'umiltà di Dio, per Lui e in Lui intravediamo
un giorno la divinizzazione dell'uomo. "Dio infatti ha tanto
amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché
chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna"
(Gv 3,16).
Un dono gratuito di salvezza
La gratuità della Redenzione è l'ultima prova dell'Amore
divino. Il mondo è stato creato in vista dell'Alleanza
definitiva, perfino se l'uomo in molteplici modi, la rifiuta.
Non c'è nessun nome in cielo per il quale noi possiamo
essere salvati se non quello di Gesù. Vi sono forme di
malessere che hanno la loro origine dalla rottura dell'Alleanza,
del peccato. La salvezza integrale, la liberazione completa è
essenzialmente un dono benevolo di Dio che rivela all'uomo i suoi
errori al fine di manifestargli il suo amore incondizionato. «Il
Figlio dell'uomo è venuto a cercare e a salvare ciò
che era perduto» (Lc 19,10). È la fede in definitiva
che salva.
Una verità
che si accoglie
Esiste un ordine di verità oggettive che si fondano nell'insegnamento
di Gesù e sulle sue azioni, Lui che è la Via, la
Verità e la Vita. Il Cristianesimo è un cammino
alla sua sequela. La verità non dipende dal giudizio di
alcuno e ciò che aggrada non è necessariamente vero.
Il giudizio morale non si basa unicamente nella coscienza individuale;
il soggetto deve aprirsi, nella misura dei suoi mezzi, ad un ordine
di valori che sono quelli di Cristo e che la tradizione della
Chiesa ha trasmesso e ripe-tutamente ribadito. La verità
è indubbiamente esigente e difficile a vivere, ma una volta
accolta e perseguita, la persona diviene più libera (cf
Gv 18,37).
Accoglienza della
sofferenza e della morte
Assumere il negativo della sofferenza possiede un peso infinito.
Gesù apre gli orizzonti dell'al di là col suo passaggio
della Pasqua, non sfuggendo, ma affrontando la Passione. Il suo
discepolo lotta contro la sofferenza, ma vi sono delle circostanze
nelle quali dovrà patire sull'esempio del Maestro.
«Non bisognava che il Cristo sopportasse queste sofferenze
per entrare nella sua gloria?» (Lc 24,26). Per tutti la
morte è il momento della verità col quale ciascuno
è invitato ad aprirsi definiti-vamente all'amore del Padre;
entra allora nella vita definitiva, in una esperienza completamente
nuova di conoscenza e di amore. Gesù dice al buon ladrone:
«In verità ti dico, oggi sarai con me nel paradiso»
(Lc 23,43).